Quando le Summer School sono per tutti!

Due settimane, due Summer School. Almeno per me.

La prima, organizzata a Dagobah (la sede di Scuola di Robotica dove si terranno molti dei prossimi corsi), è stata dedicata alla robotica low cost e ha coinvolto una decina di docenti, educatori e formatori, pronti a introdurre il tinkering nella loro didattica interdisciplinare.

La seconda, invece, si è tenuta, come da molti anni a questa parte, presso il Villaggio del Ragazzo di San Salvatore di Cogorno e ha riunito tre gruppi diversi: quello dei docenti, quello dei bambini/e più piccoli e quello dei ragazzi/e un po’ più grandicelli.
Io e Andrea ci siamo occupati di questi ultimi: abbiamo strutturato le tre giornate di camp intitolato Il tempo dei Robot lasciandoci ispirare da Ritorno al Futuro, film imperdibile della nostra infanzia, per fortuna conosciuto anche dalle generazioni di oggi.

Quali differenze tra le due Summer School? Innanzi tutto l’approccio, che per forza di cose non poteva essere lo stesso. Poi anche l’argomento era diverso: dal tinkering più puro, “quasi incontaminato” dall’uso di mattoncini Lego (se si esclude una scatola di StoryStarter), alla robotica basata su Lego WeDo 2.0 con qualche incursione nel tinkering, caratterizzata dall’uso di materiali di recupero e piccoli componenti elettrici.

Con i docenti della prima Summer School il filo conduttore è stato l’albo illustrato e la sua interpretazione in chiave robotica, i testi a disposizione per prendere ispirazione e strutturare le attività erano questi:

Ogni coppia ha scelto un libro e ne ha declinato la storia, a volte rivisitandola altre rimanendo fedele all’originale e ha realizzato un percorso interdisciplinare che dimostrasse l’applicabilità delle attività proposte alle diverse materie scolastiche. Dallo storyboard alla costruzione vera e propria, dal brainstorming di partenza alla restituzione finale, dalla pura sperimentazione alla progettazione accurata.
Il risultato di queste tre giornate di full immersion è stato sorprendente, non solo dal punto di vista estetico e funzionale (tutti i manufatti erano molto belli e costruiti correttamente), ma anche per quanto riguarda la capacità di visione dei partecipanti: i progetti presentati erano estremamente applicabili, pieni di senso e significato, volti al coinvolgimento di materie, colleghi e alunni “a rischio esclusione”. Infine, dettaglio ai miei occhi assolutamente non trascurabile, l’ironia è spuntata quotidianamente, qua e là, tra verdure in plastilina, occhioni di due dimensioni diverse, camaleonti bizzarri, polpi di alluminio e paillettes.

La Summer School Il Tempo dei Robot, invece, si è svolta tra scatole Lego con cui costruire la Delorean e viaggiare nel tempo, led e pile per assemblare il proprio calendario luminoso, motorini e spazzolini da denti per realizzare un esercito di volopattini come quello di Martin McFly, spirografi e cartoncini con cui preparare dei veri e propri quadranti di orologio che ci indicassero sempre l’ora della merenda e delle pause pranzo.

L’età dei partecipanti era mista, le quote rosa come sempre (purtroppo!) molto basse, ma la vivacità e la voglia di imparare divertendosi non sono affatto mancate, portandoci a decidere il titolo della prossima summer school, scelto insieme ai ragazzi tra le risate di tutti: La pazienza dei robot! 🙂

P.S. Caricheremo sulla nostra pagina Facebook tutte le foto delle Summer School

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