Animali impollinatori e Lego Wedo 2.0

Una delle attività che presento più volentieri durante i corsi di robotica alla scuola primaria e secondaria inferiore riguarda la costruzione dell’ape impollinatrice con il Lego Wedo 2.0.
I motivi sono tanti, a partire dalla previsione di durata della fase di montaggio, generalmente compatibile con  laboratori da un’ora e mezza, passando dall’uso del sensore, arrivando ai possibili approfondimenti che porta con sé.

Le settimane scorse, in tre diverse scuole (secondarie e primaria), abbiamo usato questa costruzione per parlare non solo di insetti impollinatori, ma, come suggerisce il software stesso di Wedo 2.0, per ampliare il discorso alle tecniche adottate dai fiori per facilitare la diffusione del polline e, di conseguenza, la riproduzione.
Innanzi tutto abbiamo guardato insieme questo video.

Alla domanda
come avviene l’impollinazione di un fiore?
Ho ricevuto molte risposte.
Dalla più “semplice”:
grazie a insetti come api e bombi che passano da una corolla ad un’altra
alla più inconsueta (e corretta!):
tramite il vento
Naturalmente ci sono anche altri modi, per esempio il passaggio di animali (compreso l’uomo) in un prato fiorito facilita la circolazione del polline, poiché i fiori sfruttano i visitatori come ignari trasportatori.

Ma quali strategie vengono adottate dalle piante per essere visitate dagli insetti?
C’è la promessa di un nettare dolce, c’è il profumo (che non sempre è piacevole per noi, alcuni fiori dall’odore nauseabondo, infatti, attirano le mosche che amano i cibi decomposti e che vi si posano volentieri) e c’è l’aspetto. Su quest’ultimo punto ci siamo soffermati particolarmente e abbiamo parlato dell’Ophrys apifera, un’orchidea molto simile a un insetto che con la sua forma trae in inganno l’impollinatore, invitandolo a visitarla.

Nella seconda parte del laboratorio, dopo aver terminato  la costruzione dell’ape impollinatrice e averla programmata, abbiamo modificato il risultato trasformando l’insetto in un colibrì e cambiando di conseguenza l’aspetto della pianta, visto che questi piccoli uccellini prediligono i fiori dalla forma tubolare dove il loro lungo becco può entrare con maggiore facilità.

 

In questo caso l’assemblaggio è avvenuto in totale libertà, senza istruzioni. I bambini e i ragazzi si sono esclusivamente basati sulla loro fantasia e sulle notizie fornite dalle fonti che abbiamo consultato insieme.
Il risultato è stato bellissimo e ha dimostrato, ancora una volta, come si possa fare robotica abbracciando anche altre discipline!

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