Natala Digitale 2017: Rudolph la Renna!

Primo post dell’anno qui su L’Uomodilatta!
Quale argomento migliore di una mattinata di laboratori a tema natalizio per salutare l’arrivo del 2018?

Il 22 Dicembre, infatti, presso la sede in Trastevere del Miur si è svolta la manifestazione Natale Digitale, alla quale anche Scuola di Robotica è stata invitata.
Abbiamo partecipato a questa giornata di formazione per docenti e ragazzi proponendo due diverse attività: una per gli insegnanti incentrata sulla “Robotica sostenibile” e una, per bambini, basata sul coding con l’uso di Scratch.

Io mi sono occupata dei laboratori di tinkering con materiali di recupero, che ormai rappresentano la maggior parte dei corsi che faccio (e che riempiono i tre quarti della mia fantasia!).
Dato il periodo dell’anno non potevo certo allontanarmi dal tema natalizio e, complici un paio di serate libere nelle settimane precedenti all’incontro, ho provato e poi testato in aula la costruzione di una renna dal naso luminoso utilizzando interamente componenti elettrici semplici e oggetti di uso comune riciclati.
In verità, durante le prove fatte a casa ho realizzato, oltre alla renna, anche un piccolo albero e un Babbo Natale, entrambi illuminati da un led. Per il laboratorio romano, però, ho preferito concentrarmi su Rudolph, anche in previsione della seconda attività che ho presentato (e di cui scriverò i dettagli nel prossimo post, visto che l’ho proposta pochi giorni dopo anche a scuola, con un’ottima partecipazione da parte dei ragazzi!).

Ecco come abbiamo costruito il nostro personaggio natalizio, impiegando circa un’oretta tra introduzione al tinkering come disciplina didattica, scelta dei materiali e assemblaggio.

Ingredienti:
– 1 cialda vuota da caffè
– 1 tappo di sughero (o 1 vecchio rullino)
– 1 spiedo in legno
– 4 fermacampioni (o 4 graffette metalliche)
– 2 piccoli occhi
– un pezzo di cartone
– 1 LED rosso
– 1 pila a bottone da 3 volt
– 1 rotolo di nastro isolante

L’assemblaggio è molto semplice e intuitivo: la cialda viene incastrata nel tappo (o nel rullino) dando forma al corpo e alla testa della renna, i fermacampioni (o le graffette) sono usati come zampe, il cartone ritagliato diventa orecchie e coda. Lo spiedo, ridotto in piccoli pezzi, è perfetto per realizzare le corna, mentre gli occhi vengono attaccati sul bordo della cialda. Come sempre è più difficile a dirsi che a farsi: se la colla a caldo è la componente principale, indispensabile per tenere insieme tutto, senza led e pila l’effetto naso rosso non sarebbe possibile ed è proprio il primo aspetto di cui dobbiamo occuparci.

Come si incastra, dunque, il naso sul muso della renna? Il verbo incastrare non è affatto casuale: una volta acceso il led e fissato alla pila con un giro di nastro adesivo, occorre praticare un piccolo foro sulla cialda dal quale far spuntare la lucina accesa*. Inserendo il corpo (tappo o rullino non fa differenza) all’interno della cialda la batteria risulta automaticamente bloccata ed è sufficiente una semplice goccia di colla a caldo per fissare tutto. A questo punto basta proseguire con i passaggi descritti sopra e in pochi minuti il risultato ottenuto sarà questo:

 

Nell’attesa di raccontarvi come ho collegato questo piccolo laboratorio alla prossima attività vi saluto e vi auguro Buon Anno!

*E qui subentra il lato bello e complicato del tinkering: le opzioni per accendere il naso sono diverse. Possiamo inserirlo al suo posto già illuminato, possiamo collegarlo alla pila in un secondo momento (aumentando notevolmente la difficoltà e necessitando, di conseguenza, di una buona motricità fine), possiamo cercare di ottenere un sistema di accensione e spegnimento “giocando” esclusivamente sulla posizione del tappo. I tentativi, ormai lo sapete, non solo sono ben accetti, ma sono fortemente incoraggiati, così come l’accoglienza dell’errore e il cambio di idea!

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