ARS: Il pianeta dei coccodrilli

I Lego non ci piacciono.

Partendo da questa affermazione, decisamente inusuale quando si parla di robotica educativa, vi racconto come finisce l’avventura della missione ARS: Albero Robotico Spaziale.
Undici astronauti della scuola primaria che hanno iniziato il percorso con noi all’inizio del 2017 stanno per concludere il loro viaggio, una strada costruita insieme, passo dopo passo, conquista dopo conquista, difficoltà dopo difficoltà.

Sono proprio conquista e difficoltà le parole chiave per definire questo corso, durato ben quindici incontri, suddiviso equamente in lezioni creative, esperimenti, robotica educativa, sempre confrontandoci e condividendo dubbi e successi.

Uno degli ostacoli più grandi che abbiamo incontrato è stata la costruzione con i Lego WeDo: affrontati inizialmente con cautela (i bambini frequentano tutti la terza classe primaria), i mattoncini più famosi del mondo ci hanno accompagnato a cadenza più o meno regolare per tutti il percorso, fino alla penultima lezione in cui abbiamo assemblato l’ormai celebre coccodrillo.
Il primo personaggio è stato Pulcina, poi ci siamo dedicati all’aereo e all’astronave, ma, soprattutto in queste ultime due occasioni, le difficoltà ci sono apparse subito troppo grandi: seguire le istruzioni, suddividersi i ruoli, lavorare in gruppo hanno spesso rappresentato un blocco che, con pazienza e delicatezza, abbiamo saputo superare insieme.

Come? Provando a tenere un vero e proprio diario di bordo e assegnando a ciascun alunno un compito, in continua rotazione per ogni istruzione proiettata. Quindi, tutte le volte che la slide sul muro cambiava, nel mio quaderno accanto ai nomi dei bimbi compariva una lettera: C di Cercare, M di Montare, G di Guardare; in questo modo a ognuno era affidata una parte importante del lavoro, a volte quella preferita e a volte no, cosicché ogni azione e ogni attore venissero sempre valorizzati per quello che erano, ovvero tasselli indispensabili per la buona riuscita della missione. C’erano l’addetto alla ricerca dei pezzi (C), il montatore ufficiale (M) e il controllore finale (G), una sorta di verificatore che doveva dare il via all’istruzione successiva.

Domani ci incontreremo per l’ultima volta, ci attende un laboratorio creativo. Sono certa, però, che il nostro rapporto con i Lego sia adesso cambiato e che i mattoncini ci facciano un pochino meno paura.
L’anno prossimo, magari, ci proveremo ancora!

 

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