L’allegro chirurgo, anche i robot hanno un cuore! [seconda parte]

Come vi avevamo promesso al termine dell’ultimo post, ecco la seconda attività proposta nel laboratorio dell’allegro chirurgo.

Dopo esserci dedicati al “tinkering puro” mettendo in campo i circuiti morbidi abbiamo inserito nuovi strumenti, in particolare Makey Makey e un computer con cui utilizzare Scratch.
In questo modo è stato possibile mostrare le tante potenzialità del kit, parlare di conduttività elettrica in maniera più approfondita e dimostrare quali oggetti attorno a noi conducono la corrente e quali invece sono isolanti.
Il metallo, l’acqua, il Didò sono ottimi conduttori, la plastica, il sughero, la stoffa invece no.

Ma cos’altro possiamo trovare, nella stanza, in grado di condurre la corrente?

Di solito a questo punto le facce dei partecipanti al laboratorio si fanno dubbiose, io calcolo rapidamente quanti bambini sono seduti attorno nell’aula ed esclamo: “Secondo me ci sono almeno altre 15 cose conduttive in questa stanza!”.
Le ipotesi fioccano: le seggiole? I neon? Le finestre? La lavagna?
Dopo qualche tentativo andato a vuoto suggerisco: “Queste cose conduttive a volte parlano pure…”
Ecco che qualcuno, ricordando che il nostro corpo è ricco d’acqua, alza la mano e dice “siamo noi!!!”.

Proprio così,  parlare di elettricità e biologia è stato di nuovo facile e intuitivo.
Terminiamo quindi questo post lasciandovi al racconto della seconda attività proposta:

2. [Laboratorio con PC] Ma il cuore di Nao batte forte come il nostro?
Questa è la parte in cui entra in gioco Makey Makey: spiegato il funzionamento del piccolo kit dai mille usi (il video ufficiale di presentazione fa sempre il suo effetto) abbiamo plasmato un cuore di Didò per il nostro Nao e lo abbiamo posato sul suo petto.
Successivamente abbiamo collegato due cavi coccodrillo nelle posizioni “space” e “earth” e abbiamo connesso Makey Makey al computer.
Un semplice progetto realizzato con Scratch, non appena le due pinze coccodrillo (space/earth) toccavano il cuore di plastilina, faceva partire il tipico suono di un cuore che batte e, contemporaneamente, faceva comparire sullo schermo il tracciato di un elettrocardiogramma (v. foto del post).
Ecco verificato che il cuore di Nao batte forte e chiaro, ma, soprattutto, ecco dimostrate le tante possibilità offerte da Scratch interfacciato a Makey Makey. Naturalmente, con più tempo a disposizione, la programmazione del codice sarebbe spettata totalmente ai bambini, lasciando spazio a mille sfumature diverse e altrettante interpretazioni personali.

Ora non resta che arricchire questo laboratorio con contenuti adatti ai ragazzi più grandi… staremo a vedere!

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