L’allegro chirurgo, anche i robot hanno un cuore! [prima parte]

In queste ultime settimane sono nati due nuovi laboratori di robotica educativa, qui a casa Scuola di Robotica.
Quello di cui vi parlo oggi è “L’allegro chirurgo, anche i robot hanno un cuore!“.

Lo abbiamo presentato per la prima volta presso La città dei Bambini e dei Ragazzi, in occasione dell’inaugurazione della nuova, bellissima area Tinkering Lab. Due turni tutti esauriti per sperimentare insieme a plastilina, led, pile, cavi e Makey Makey. Lo scorso weekend abbiamo riproposto questa attività durante le semifinali della Nao Challenge all’Istituto Nautico San Giorgio di Genova.

L’idea è nata una sera, mentre provavo a ragionare su come mescolare un po’ di “tinkering spicciolo” a un’attività in cui l’impiego del computer e di un kit fosse invece richiesto.
Mi serviva qualcosa che conducesse la corrente, che fosse divertente, che mi permettesse di introdurre al volo le potenzialità di Scratch e che sfruttasse l’effetto wow che strumenti come Makey Makey sanno regalare così bene.

Volevo, cioè, riuscire a dimostrare che si può fare robotica e parlare di scienza su diversi livelli senza per forza avere a disposizione un pc o un prodotto didattico più o meno costoso, offrendo un laboratorio con due opzioni.
L’idea, se devo essere sincera, me l’ha regalata proprio Nao, protagonista indiscusso delle ultime settimane qui a SdR. Mi sono ricordata delle piccole sagome di cartone che riproducono il robot che abbiamo in ufficio e ho pensato di usarle come pretesto per parlare di corpo umano, elettricità e coding.

Come? Proponendo, appunto, due momenti diversi nella stessa attività. Ecco la prima, vi diamo appuntamento al prossimo post per raccontarvi la seconda.

1. [Laboratorio senza PC] Proviamo a vedere se Nao ha un’idea luminosa da condividere con noi!
Costruiamo un piccolo cervello con il Didò, facendo bene attenzione a tenere separati i due emisferi.
Ma, a proposito
– Com’è fatto un cervello?
– Che forma ha?
– La sua superficie è liscia o rugosa?
– A cosa assomiglia?
Quest’ultima domanda ha scatenato una serie di risposte divertentissime, come “A una brioches!” o “A un sedere!”.
Dopo aver scambiato opinioni e aver riflettuto su questo organo così importante abbiamo inserito un led a cavallo tra i due emisferi (come si vede bene nella foto quassù) e, usando i cavi coccodrillo, abbiamo collegato le due parti di plastilina ai poli di una pila da 9 Volt. Il Led si è subito acceso tra la gioia e lo stupore di tutti i bambini, consapevoli di aver appena costruito un circuito morbido.

Attenzione!  Quando facciamo questo laboratorio dobbiamo controllare bene dove sono inserite la zampa più lunga e quella più corta del led e ricordare la nostra filastrocca:  la gamba più lunga va con il più (+), la gamba meno lunga con il meno (-) 🙂

 

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