Apollo V: S come Scratch, S come Storie!

Abbiamo iniziato a usare Scratch!

Dopo aver costruito l’aereo siamo andati, già due volte, in aula informatica. Qui abbiamo innanzi tutto preso confidenza con il software del Lego WeDo 1, imparando ad accendere il motore e a far ruotare l’elica a destra e a sinistra. A cosa serve quella grossa parentesi gialla che “mangia” gli altri comandi? A ripetere il programma per sempre. Come faccio a determinare il tempo di esecuzione del movimento? Beh, la clessidra è il simbolo giusto!

Il secondo step è stato addentrarci nel mondo di Scratch. Quasi nessuno lo conosceva già, quindi abbiamo dedicato il primo passo all’esplorazione libera. Cosa è uno Sprite? Devo per forza usate il gattino arancione o posso cambiarlo, per esempio, con un aereo? E se fosse lo sfondo a non andarmi a genio? Potrei sostituire pure quello?

Le domande sono arrivate spontanee e le risposte scoperte pian piano. La prima missione che ho assegnato loro consisteva nel far atterrare lo Sprite-aereo, scelto tra i due disponibili nella libreria di Scratch, partendo da un punto in alto a sinistra dello schermo e arrivando in basso a destra, con uno Stage (Sfondo) adeguato alla scena.

Non ho dato altre indicazioni, ho solo atteso che ogni gruppo provasse e trovasse il proprio modo. 

C’è chi ha sperimentato usando il sistema dei passi, chi ha fatto roteare su se stesso l’aeroplano con la scusa di un guasto ai motori, chi ha scelto come sfondo un aeroporto tradizionale e chi, invece, ha optato per un rocambolesco atterraggio nel Triangolo delle Bermuda. Se state pensando che questi Stage non sono presenti nella libreria di Scratch, beh, avete ragione… ma io mica avevo vietato l’uso di internet! Che le immagini prese dal web si potessero salvare in un baleno e importare all’interno del programma lo hanno capito tutti al volo.

Alla fine, osservando insieme il lavoro di ogni gruppo siamo giunti all’unanime conclusione che usando il comando “scivola” e individuando le coordinate esatte del punto in cui volevamo far atterrare l’aereo il movimento sarebbe stato fluido, concludendosi in maniera corretta. Definito questo punto fondamentale ciascun gruppo ha variato la storia: c’è chi ha fatto cambiare lo stage durante una collisione, chi ha modificato dimensioni e traiettoria dell’aeroplano man mano che la quota diminuiva, chi ha aggiunto uno Sprite arricchendo il racconto.

La prossima volta probabilmente cambieremo soggetto: per arrivare nello spazio un aereo non basterà più, dovremo passare a un’astronave!

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