Robotica educativa e creativa a Settimo Torinese (seconda parte)

Come vi abbiamo già raccontato qui, a Settimo Torinese, presso la Biblioteca Civica Multimediale Archimede, si sta svolgendo un corso di formazione di robotica educativa per educatori e docenti. Oggi pubblichiamo il resoconto del secondo incontro, incentrato sull’opportunità di usare la robotica per affrontare altre discipline curriculari come la storia dell’arte e le scienze.

Alla mattina abbiamo prima costruito le Scribbling Machines usando materiali di recupero e osservando le scie lasciate sul lungo foglio bianco steso a terra, mentre subito dopo abbiamo trasformato le Blue Bot in robot artisti, attaccando pennarelli sul loro guscio e programmando percorsi che si sarebbero poi tradotti in segni colorati sulla carta. Cosa ci ricordano i tratti lineari, i cerchi e gli scarabocchi casuali tracciati rispettivamente dalle api e dalle Scribbling Machines?

Composizione 8 di Vasilij Kandiskij

Noi possiamo interagire con i risultati? In che modo? E i più piccoli possono intervenire?
Raccontare storie, aggiungere disegni a mano libera, colorare lo spazio in maniera settoriale, trasformare le tracce in piccoli quadri e tovagliette per la colazione, riconoscere forme geometriche, introdurre concetti come il dripping e l’Action Painting, provare supporti diversi su cui disegnare e mezzi diversi per farlo.

Per quanto riguarda le attività pomeridiane, invece, abbiamo messo in campo Makey Makey e le sue incredibili potenzialità. L’obiettivo che ci siamo prefissati era la progettazione e la costruzione di un vero e proprio plastico interattivo che rappresentasse la cittadina di Settimo Torinese e che potesse essere percorso da un esploratore forestiero (nella fattispecie io in trasferta!). I gruppi hanno lavorato con una creatività incredibile; usando sia i kit Lego sia i materiali di recupero ogni tavolo ha costruito un quartiere, ecco il risultato:

 

La stazione ferroviaria, la via principale, la biblioteca, il bar e il parco pubblico sono stati assemblati perfettamente, il percorso, reso interattivo con Makey Makey interfacciato a Scratch 2.0, ha previsto registrazioni di suoni e messaggi scritti, stimolando una discussione aperta sulla possibilità di coinvolgere studenti di tutte le età, agendo semplicemente sulle diverse finalità e sui processi di costruzione. Un esempio? Perché non impiegare i Lego Duplo per montare le aree interattive, dividendo le mete in base al colore e invitando i bambini più piccoli a riconoscere le diverse tonalità registrando la propria voce e scrivendo il nome del colore in maniera corretta? In questo modo, quando la pedina raggiungerà la postazione rosso, sullo schermo del computer comparirà la parola ROSSO, la voce pronuncerà ROSSO e altre attività sull’uso di questo colore potranno agganciarsi con facilità.

Queste e tante altre suggestioni sono nate durante il secondo incontro a Settimo Torinese, se volete dare un’occhiata alle foto scattate vi lasciamo, come al solito, il link all’album di FaceBook.
Alla prossima!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *