Intervista all’autrice di “Robotica creativa per giovani tecnologici”

Di solito sono io che intervisto gli altri per questo blog, oggi i ruoli si sono ribaltati: Fiorella mi ha fatto qualche domanda e io ho risposto con piacere. L’argomento? Il mio libro uscito da poco.
Com’è nato, cosa mi ha ispirata, quali materie tratta e tanto altro.
Buona lettura!

Hai organizzato il libro a “ricette”. Perché questa struttura?
Perché volevo che i passaggi per realizzare i diversi laboratori fossero semplici da comprendere e ho pensato che raggruppare i materiali necessari in un unico riquadro degli ingredienti, all’inizio di ogni ricetta, fosse un buon modo per non dimenticare nulla. Così come ho creduto che indicare tempi di realizzazione, il grado di difficoltà, il costo e l’eventuale necessità della presenza di un “cuoco adulto” rendesse più immediata e divertente la scelta di quale attività intraprendere.
Con i tuoi laboratori e le ricette dedicati a costruire robot con materiali di recupero, quali “materie” scolastiche riesci ad approfondire?
Un po’ tutte, a dire il vero, basta trovare il punto d’incontro, l’aggancio giusto. Nel libro Robotica creativa per giovani tecnologici ci sono approfondimenti di fisica, chimica, biologia, ecologia, ma pure di storia e di arte, a dimostrazione che si può “fare robotica” anche mentre si affrontano materie umanistiche.
Hai anni di esperienza di corsi e laboratori. Come hai utilizzato la tua esperienza nel tuo libro?
Come ho scritto nelle prime pagine del libro, Robotica creativa per giovani tecnologici è dedicato anche ai bambini che partecipano ai miei laboratori, perché senza di loro non esisterebbe. Dalle esperienze sul campo e in classe come durante le attività del fine settimana, ho imparato tutto: le tempistiche, i bisogni, gli argomenti che suscitano maggiore interesse e quelli più difficili, che necessitano quindi di una cura particolare. La creazione di un gruppo, spesso di bambini che non si sono mai visti prima e che trascorreranno insieme soltanto poche ore, è uno dei passaggi più delicati, così come la scelta dei materiali: la forma, il colore, la funzione e persino la distribuzione sul tavolo di lavoro sono aspetti davvero molto importanti.
Com’è nata la collaborazione con Quintadicopertina?
Il mio contatto con la casa editrice è avvenuto grazie a Scuola di Robotica, che mi ha indicata come possibile autrice per una pubblicazione di robotica creativa. Ci sono stati pochi, iniziali incontri e gli ingranaggi sono subito partiti. Ho iniziato a scrivere appena abbiamo definito le linee essenziali e non mi sono più fermata, sottoponendo bozze, schizzi, dubbi e idee ad ogni riunione, fino alle ultime essenziali modifiche effettuate fianco a fianco con Giorgia Matarese, la bravissima grafica di Robotica creativa per giovani tecnologici.

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