Scuola 2.0 e didattica Inclusiva

«Inclusione è quando ognuno sente di essere apprezzato e che la sua partecipazione è gradita»
Centre for Studies on Inclusive Education

La settimana scorsa, presso la Sala delle Grida di Palazzo della Borsa a Genova, si è tenuto il convegno che vedete nella foto quassù (i dettagli qui).

Organizzato da Centro Leonardo, i posti sono andati esauriti in pochi giorni e, questa volta, sono riuscita a non farmeli sfuggire. Ho deciso di partecipare più che altro per curiosità: non sono un’insegnante, ma, dopotutto, lavoro con e per i bambini: un punto di vista professionale sul concetto di inclusione e sulle opportunità a mia disposizione affinché questa inclusione avvenga davvero era sicuramente importante ascoltarlo.

Effettivamente, di spunti e riflessioni ne ho trovati  parecchi e, con mia grande sorpresa, ho scoperto che molti dei consigli sentiti li applico già durante i miei laboratori, probabilmente in maniera inconsapevole, sicuramente in modo goffo e poco studiato, ma la sensazione che funzionino è forte e chiara.

Di seguito qualche punto che mi ha colpito maggiormente e su cui mi riprometto di tornare appena mi capiterà davanti un gruppo di bambini:

  • L’alunno che apprende è al centro di tutto, è fondamentale costruire un rapporto, una relazione educativa
  • Curare non significa prendersi cura, la differenza è importante
  • Qualunque cosa facciamo e diciamo, anche quando non facciamo e non diciamo nulla, è una forma di comunicazione
  • Accettare l’altro, lavorare su noi stessi e sapere entrare in relazione sono tre passaggi basilari per chi lavora in campo educativo e didattico
  • Alcuni punti fermi sono: saper lavorare in gruppo, saper ascoltare, saper costruire relazioni positive e costruttive anche in situazioni limite, valorizzare ogni esperienza, affrontare un problema alla volta, porsi degli obiettivi, saper gestire i contrasti, saper motivare le proprie scelte
  • La didattica inclusiva è una didattica che va bene per tutti e deve essere organizzata in un’ottica preventiva
  • Esistono dei veri e propri trucchi, utili per favorire l’integrazione e la comprensione collettiva in classe, come spiegare all’inizio della lezione quali argomenti saranno affrontati, ricapitolare il programma alla fine dell’attività, dedicare tempo collettivo alla scrittura dei compiti sul diario, concordare le pause, favorire la metacognizione, le preconoscenze e l’uso di mappe concettuali, incentivare la collaborazione rispetto alla competizione, considerare i diversi tipi di apprendimento (visivo, cinestisico, uditivo e verbale).

Ecco quello che è andato dritto dritto nei miei appunti, mentre nella gallery del telefono, oltre alla definizione all’inizio del post, è finita anche questa citazione, molto vicina al tipo di laboratori esperienziali che tanto amo fare:

“Imparare per scoperta insegna allo studente ad acquisire informazioni in modo tale da renderle più facilmente applicabili al momento di risoluzione dei problemi”
(Bruner 1961 “L’atto della Scoperta, pag. 26)

 

 

 

 

 

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