La mostra di Janello Torriani: un’opportunità per crescere e imparare [Parte 1]

Inaugurata il 10 Settembre 2016, la mostra dedicata a Janello Torriani ci permette di fare un salto indietro nel tempo pur restando proiettati nel futuro più moderno. Gli automata e i macchinari progettati da questo (poco conosciuto) genio del Rinascimento sono davvero complessi, visionari e rivoluzionari: l’esposizione di Cremona ci regala l’opportunità di scoprirli.

Gianmarco Veruggio, presidente onorario di Scuola di Robotica, aprirà il 20 Ottobre il ciclo di conferenze dedicate a Torriani, mentre alcuni ragazzi del Liceo Scientifico Aselli cureranno le visite alla mostra didattica Macch’ingegni, Idee che ingranano, inserita fra le iniziative che affiancano la mostra vera e propria.

Incuriositi da questa bella forma di divulgazione peer to peer abbiamo fatto qualche domanda alle giovani guide, per comprendere meglio la nascita dell’idea, le difficoltà e le prospettive dei ragazzi coinvolti.
Di seguito le risposte della classe 4B Liceo di Scienze applicate, tra qualche giorno dedicheremo un post al punto di vista degli alunni della 4A Liceo Scientifico.

1)  Chi era Janello Torriani e perché possiamo considerarlo un genio del Rinascimento?
Janello Torriani, noto anche come Giovanni Torriani o Gianello della Torre, nacque a Cremona nel 1500.
Janello fu orologiaio, matematico e inventore italiano naturalizzato spagnolo: trascorse diversi anni in Italia e, successivamente, si trasferì in Spagna dove si dedicò a molte attività, come ad esempio alla costruzione di un orologio astronomico. Costruì inoltre numerosi automi meccanici per cui fu paragonato dai contemporanei ad Archimede. Fu consulente di Papa Gregorio XIII per la riforma del calendario, fu architetto ma, soprattutto, fu l’autore di “El artificio de Juanelo” a Toledo, un complesso sistema meccanico che sollevava con regolarità l’acqua del fiume Tago fino alla fortezza dell’Alcázar, nella parte più alta della città. Proprio grazie alle sue innumerevoli invenzioni e alla varietà di campi da lui analizzati e studiati viene oggi ricordato come un vero e proprio genio del Rinascimento.

2)  In che modo siete stati coinvolti nell’allestimento e nell’organizzazione della mostra?
Siamo stati coinvolti sotto più punti di vista, uno degli aspetti più coinvolgenti riguarda  l’allestimento della mostra, che ci ha anche spostati da un livello prettamente teorico ad uno più pratico. Infatti per l’allestimento abbiamo dovuto eseguire la costruzione di alcuni exhibit. Inoltre siamo stati coinvolti anche nell’esposizione della mostra e nella sua spiegazione al pubblico, suddividendoci in vari turni. Infine abbiamo anche seguito varie lezioni da parte di due professori per riuscire a spiegare i modelli esposti.

3)  Quali sono i vostri compiti ora che l’esposizione è aperta al pubblico?
Ora che l’esposizione è aperta al pubblico il nostro compito è impegnarci come tutor e guide della mostra. Infatti, è richiesta anche una preparazione teorica, fondamentale per poter illustrare i contenuti di quest’ultima.
Questo aiuta sia noi, che entreremo in contatto con una nuova esperienza, sia i visitatori, i quali saranno accompagnati durante il percorso proposto.

4)  Avete incontrato qualche difficoltà? Se sì quale/i?
Si, qualche difficoltà l’abbiamo riscontrata, molti di noi hanno fatto fatica a trovare degli oggetti necessari per la costruzione: ci siamo dovuti impegnare per trovarli, in quanto erano materiali abbastanza particolari.
Mentre la costruzione e la regolazione di alcuni oggetti sono state più semplici e non hanno richiesto molto tempo.

5)  Cosa vi entusiasma di più di questa esperienza?
La cosa che sicuramente più ci ha entusiasmato è la possibilità di poter sperimentare una cosi nuova esperienza. Siamo stati abituati a visitare i musei, e conoscere la parte teorica di cosa c’è dietro ai fenomeni. Mentre in questa esperienza siamo noi stessi a mettere in pratica la presentazione dei fenomeni e a cercare di spiegarli al pubblico, come sono stati spiegati a noi.

6)  Avete mai costruito un automata?
No, non ne abbiamo mai costruito uno anche se sarebbe stato bello, avremmo potuto ispirarci a quello di Janello Torriani, il quale ha saputo incantare personaggi illustri del passato come il sovrano spagnolo Carlo V.

7)  Qual è l’aspetto più impegnativo di questa esperienza?
L’aspetto più impegnativo dell’esperienza è quello di presentare e spiegare i vari exhibit che riguardano ambiti diversi della fisica. Inoltre durante la presentazione è difficile adattare le informazioni a un pubblico di età e livello di istruzione diversi.
Durante il lavoro estivo di costruzione degli exhibit la parte più impegnativa è stata quella di reperire i vari materiali.

8)  Quello più divertente?
L’aspetto più divertente di questa esperienza è secondo me stata la costruzione degli exhibit, perché ci hanno dato la possibilità di lavorare insieme per creare qualcosa che ci ha permesso di mettere in pratica e applicare gli aspetti teorici della fisica che studiamo in classe.

9)  Consigliereste ad altri ragazzi vostri coetanei un’esperienza simile? Perché?
Consiglierei a chiunque questa esperienza, a noi ragazzi ma anche ai più grandi per diversi motivi: grazie a questa iniziativa abbiamo potuto imparare come lavorare in gruppo per un fine comune, apprendendo e divertendoci insieme. Per esempio, come stabilire un rapporto tra guida e spettatore, in modo da incuriosirlo e non annoiarlo, oppure come gestire l’ansia davanti ad un gruppo di persone. Infine con questa esperienza aumenteremo le nostre conoscenze e le nostre capacità che si potranno rilevare utili per un futuro lavoro.

10)  Come definireste questa esperienza usando un’unica parola?
 Questa esperienza può essere definita come un’esperienza formativa che mette in gioco le nostre conoscenze e ci permette di migliorare dal punto di vista espositivo.

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