Il piacere di stare a scuola: primi risultati del progetto RoboESL.

A metà Giugno eravamo al Meeting e ai corsi organizzati nell’ambito del progetto ROBOESL, progetto europeo dedicato agli studenti delle scuole superiori di secondo grado a rischio di abbandono. Presso tre scuole greche, una scuola italiana (il Liceo Fermi di Genova) e una scuola lettone sono stati selezionati gli studenti che per media scolastica, numero di assenze e altri parametri (di cui vi parlerò in uno dei prossimi post) sono stati individuati a rischio di abbandono.
Roboesl ha lo scopo di organizzare dei laboratori pomeridiani nelle scuole (con la presenza dei docenti della scuola stessa e non di esperti esterni) di robotica educativa, in cui gli studenti a gruppi costruiscono e programmano robot usando (in questa prima fase di sperimentazione) il kit Lego Mindstorm EV3. Le prime attività didattiche sono state sviluppate dall’Università di Padova.  Dopo la selezione degli studenti le varie scuole hanno organizzato i corsi pomeridiani da 12 o 18 ore.
Hanno partecipato in tutto 141 studenti, di cui l’80% di maschi. Ho subito notato questo dato sul genere ed effettivamente l’andamento scolastico delle ragazze alle superiori è generalmente migliore di quello dei maschi.
Durante il meeting che si è tenuto a Riga ho assistito alle presentazioni dei docenti delle varie attività svolte. Tutti hanno svolto le tre attività programmate:
Roborail: simulazione di una metropolitana con i robot. Roborail è composto da una serie di attività didattiche in cui si inizia a lavorare sul movimento e sui semplici blocchi di programmazione dei motori.
Desert Scout: un robot deve percorrere un esagono e analizzare il colore sul pavimento.
Go To Park: un robot deve analizzare 5 parcheggi e trovare il primo libero.
I video mostrati dai docenti dimostrano  il grande coinvolgimento degli studenti: per allievi demotivati, il primo passo più importante non è quello di migliorare immediatamente i voti ma quello di ritornare ad avere il piacere di andare a scuola e di stare insieme ai propri compagni e ai docenti. Tutti gli interventi sono stati mirati al piacere di “lavorare insieme” e questo è stato il primo obiettivo che ci siamo dati.
Infatti il voto non può essere indicatore dello stare bene a scuola, anche studenti con voti alti possono manifestare disagio e questo è uno dei primi punti su cui riflettere. Come far tornare il piacere di andare a scuola?
L’unico modo è quello di non pensare ai voti, di non avere docenti “cattedratici”, di pensare al gruppo classe, all’ambiente e alle scoperte.
Una delle attività che è piaciuta di più è stata Go To Park, che prevede la realizzazione di un robot in grado di cercare un parcheggio libero. Per fare questa lezione bisogna creare/modificare l’ambiente, creare un vero e proprio scenario. Uno scenario che non è solo fisico (il robot e i parcheggi) ma che è anche uno scenario di apprendimento. Sempre di più nei progetti europei e qui a Scuola di Robotica sentirete parlare di Scenari di Apprendimento (learning scenario) perché è un buon metodo per cambiare l’ambiente di apprendimento, andando ad agire su più parametri: disciplinari, ambientali, di gruppo, di interesse.
Partire dall’analisi delle automobili autonome come quelle realizzate da Google o da Tesla per poi cercare di capire come si fa.
E non serve solo capire ma bisogna agire e agire insieme agli altri.
Una testimonianza greca mi ha colpito. In un gruppo di 12 studenti, uno solo era di madre lingua greca. Tutti gli altri erano immigrati nati in altri paesi. E il primo motivo di abbandono era proprio l’incapacità di capirsi. La robotica ha consentito di “rompere le barriere” linguistiche e creare gruppo al di là della lingua parlata.
Grazie a questi laboratori gli studenti hanno scoperto insieme e hanno comunicato con un linguaggio tutto nuovo, per cui non era necessario una pre-conoscenza, difficile da realizzare in ragazzi immigrati da poco.
E allora mi piace pensare che in una Europa che sembra chiudersi sempre di più al diverso e allo straniero, questi laboratori possano essere uno strumento per distruggere le barriere, che politici poco attenti ed elettori poco informati stanno erigendo. Costruire laboratori su cui chi viene da lontano ed è a rischio di mollare tutto si possa trovare bene. Questo forse è lo scopo più nobile di Roboesl.
Speriamo di farcela, nei prossimi mesi vi presenteremo i risultati online e organizzeremo nel 2017 un seminario gratuito per i docenti italiani.
P.S. La foto che abbiamo scelto per questo post è stata scattata all’Università di Pedagogia di Riga

Un pensiero riguardo “Il piacere di stare a scuola: primi risultati del progetto RoboESL.

  • 5 luglio 2016 in 17:33
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    “Rompere le barriere e agire insieme agli altri” parole chiare per una speranza di un futuro migliore Bravi e attenti come sempre

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