Dr. Pepper: Cloud, robotica e sistemi sanitari (Pepper sbarca in Europa – Puntata 2)

“Io sono solo un robot”
Solo un robot, per noi che ci occupiamo tutti i giorni di robotica potrebbe essere poco rispettosa questa frase.
“Solo un robot” potrebbe sminuire tutto il lavoro, la ricerca, la fatica che si nasconde dietro a queste macchine.  Potrebbe.
Ma secondo me non è così. Anzi dovrebbe essere il nostro obiettivo.
Far si che i robot possano collaborare con noi, in maniera semplice e armoniosa, senza apparente complessità.
Dovrebbe essere l’obbiettivo di ogni robotico. Far sospirare al proprio robot: “Welcome I am just a robot!”
Ed è proprio quello che succede in questo video a Pepper, anzi a Dottor Pepper!
Guardate qui
Pepper viene inserito da WebuildGroup nella piattaforma per ospedali Helios Care. Significa delegare al robot quei compiti più semplici legati a una veloce diagnosi, basata solamente su alcuni dati: andamento del sonno, pulsazioni, pressione, esami del sangue.
Il robot è in grado di parlare con la paziente di comunicare consigli medici (non guardare film dell’orrore alla sera!) e alla fine si connette con un medico vero che in base ai dati e a due chiacchiere con la paziente rafforza la diagnosi e i consigli. Per far funzionare tutto ciò dovete immaginarvi di avere al vostro braccio dei wearable device in grado di rilevare pulsazioni, passi, andamento del sonno, tutte informazioni che poi verranno condivise con il vostro medico e con Dottor Pepper. In questo modo saremo monitorati praticamente in ogni parte della nostra giornata e prima il robot e poi il medico potranno legare altre informazioni forniti dal cloud (per esempio se usate il tablet a letto e che tipo di film guardate, oppure cosa avete mangiato e bevuto a cena, o ancora se il capo vi ha fatti arrabbiare la mattina!) Questo significa inserire il cloud nei sistemi sanitari. Significa ridurre i costi per il monitoraggio e la prevenzione. Significa accettare di essere continuamente monitorati. Come già scritto in altri post, dovremo accettare un compromesso.
Accettare che queste macchine possano sapere molte cose di noi e la maggior parte saranno dati “involontari”, che non sceglieremo di condividere con le multinazionali che gestiscono molti dei prodotti che usiamo. Per questo dobbiamo spiegare a tutti cosa significherà avere un Dr. Pepper.
Significherà avere visite dal medico del lavoro direttamente in ufficio a costi bassissimi. Un medico potrà monitorare centinaia di pazienti e decine di robot potranno interagire ai livelli base con i pazienti.
Tutto questo significherà una nuvola di dati, anzi una nebbia gigantesca di dati che verranno condivisi.
Nel futuro prossimo le macchine saranno i maggiori consumatori della nostra banda larga!
E a noi il dovere di informare le persone affinché la gestione di questi dati avvenga in maniera protetta e sicura.
In maniera condivisa con le persone.
E’ una sfida appassionante. E difficile. Quasi più difficile di pensare a un Dr. Pepper molto più efficace nella collaborazione  con il nostro medico del lavoro o della mutua. In fondo i robot sono solo dei robot!

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