Cronache dalla Maker Fest 1: I makers contribuiscono a migliorare la nostra società?

Un sabato all’insegna della tecnologia handmade e della condivisione quello appena trascorso nei dintorni del MadLab. Come avevamo anticipato qui, insieme a Festival della Scienza e Cooperativa Il Laboratorio, abbiamo organizzato la prima Maker Fest genovese e, siamo felici di ammetterlo: è stato un successo!

Oltre all’esposizione di idee, progetti, prototipi e costruzioni, sono stati nostri ospiti due interessanti interventi sul vasto mondo dei makers; oggi vi raccontiamo il primo degli incontri che si sono tenuti nel piccolo spazio del MadLab, coinvolgendo un pubblico misto, fatto di interessati accorsi appositamente, curiosi di passaggio, appassionati costruttori.

Con il titolo I makers contribuiscono a migliorare la nostra società?, Luca Mari, professore ordinario alla Liuc di Milano, ha portato il suo prezioso contributo, iniziando il seminario con concetti molto importanti, come il valore del “fare le cose dal piccolo e insegnare ai giovani a farle”. Introdotto da Marcello Morchio di TalenTour, Luca si è presentato, raccontandoci del suo progetto europeo e delle esperienze che lo hanno portato a studiare approfonditamente il mondo dei makers, una parola che porta con sé tante sfumature, differenziandosi così da termini più comuni come creativi e hobbisti.

Saltellando sulla linea del tempo, di Rivoluzione Industriale in Rivoluzione Industriale, abbiamo parlato di separazione tra lavoro e vita quotidiana, efficienza, specializzazione, analfabetismo funzionale e modelli scolastici, in cui spesso “conta quello che sai, non quello che sei”.

Quando ho iniziato a scrivere il post ho pensato di intitolarlo Semi di tecnologia, perché è con questo concetto che l’intervento del Prof. Mari si è avviato alla conclusione: guardandoci attorno, nella stanza azzurra del MadLab ma anche nei vicoli stretti che la circondano, potevamo osservare tanti piccoli semi di tecnologia, annaffiati da chi li ha pensati e costruiti ma anche da chi si è fermato a chiedere, da chi ha incoraggiato nuove idee, alimentato sogni e possibilità, creduto in un futuro di condivisione e sviluppo comune, tutto rigorosamente DIY.

 

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