Tutti in piedi!

Da alcuni anni ho l’onore di presentare le varie premiazioni della fase regionale della First Lego League del Nord Ovest e l’evento nazionale della NAO Challenge.

C’è un momento  in particolare che aspetto, una frase e una richiesta che non vedo l’ora di poter dire, un evento che non vedo l’ora che accada.

Non pensiate che sia la premiazione. L’annuncio del vincitore e dei vincitori. Quella è la parte che mi piace di meno. Anzi mi piace poco, perché in cuor mio so che hanno vinto tutti già solo per il fatto di essere li, seduti di fronte a noi, ai giudici, alle ragazze e ai ragazzi di Scuola di Robotica e ai nostri partner.

Ma c’è un momento esatto che penso e ripenso. E il mio orologio, che segna anche i battiti del cuore, mi annuncia che ogni volta che ci penso, i battiti salgono.

Perché penso proprio che sia la cosa più importante. La causa, il motivo per cui siamo li, l’origine di tutto.

Il motivo per cui per mesi lavoriamo a queste manifestazioni, cercando di pensare a tutto quello che potrà accadere, con la consapevolezza che a ogni imprevisto dovremo reagire con il sorriso e la serenità di chi ha lavorato sodo.

Ed è successo anche questa volta, alla NAO CHALLENGE 2016!

Il mio cuore ha iniziato a battere forte, poco prima di quello che ormai, alla seconda NAO Challenge e alla quarta FLL, è diventato un rito e una tradizione.

Il mio personale rito, in cui racchiudo il perché siamo li.

Non il motivo finale (quello è stupendo e si chiama “ragazze e ragazzi”) ma il motivo per cui si verifica tutto.  L’origine della manifestazione.

E così anche questa volta ho preso fiato. Per la sesta volta nella mia storia di “cronista improvvisato” di competizioni robotiche.

Per me è un po’ come “preparate la valigia che si va Berlino” di Caressa e Bergomi, oppure il          “sono gli ultimi colpi” di Giampiero Galeazzi, il “Lascia partire una palla che balla, canta e suona!” di Flavio Tranquillo. Per me, quelle parole, che fra poco (ve lo prometto) vi svelerò, sono importantissime.

C’è tutta la Nao Challenge dentro.

Ed eccomi qui a svelarvi quella frase semplice e potente.

“Chiedo a tutti i coach di alzarsi in piedi. Tutti in piedi i coach! TUTTI IN PIEDI”

E quando tutti i coach sono in piedi, docenti premurosi e attenti, che hanno dedicato l’anima alle ragazze e ai ragazzi che ho di fronte, beh quando sono tutti propri tutti in piedi, chiedo anzi urlo “un applauso”.

E li mi vengono i brividi.

Tutti quegli studenti che applaudono i loro docenti.

E tutto torna all’origine.

A quando avevo 24 anni e seguii con Scuola di Robotica l’evento finale di un progetto europeo con le scuole e vidi un prof (con cui poi avrei lavorato) portato in gloria dai suoi studenti.

Mi sembrava una favola.

MI rimase nel cuore quella scena.

E la rinnovo ogni volta, ogni volta che chiedo ai prof (e ai genitori nel caso della FLL) di alzarsi in piedi per dargli il giusto tributo.

Tutti in piedi!

Grazie a tutti i prof ( e ai genitori) con cui in questi anni stiamo collaborando per cambiare la scuola partendo da dove piace anche a noi, dall’inizio di tutto. Partendo dalla didattica e dagli studenti.

Tutti in piedi, di nuovo!

Un pensiero riguardo “Tutti in piedi!

  • 13 maggio 2016 in 21:43
    Permalink

    Sono una di quei coach che si è alzata in piedi alla manifestazione finale dalla seconda edizione della NAO Challenge. Mi sono sentita emozionata lì, in piedi, tra gli applausi dei nostri studenti. Io stessa ho applaudito e non solo a noi prof presenti, ma soprattutto ai ragazzi che con tanta passione e sacrificio hanno studiato e si sono impegnati per la realizzazione delle prove richieste alla gara.
    Le parole di Emanuele riflettono bene quello che per me è stato lo spirito di questa manifestazione e cioè non di una gara con vincitori e perdenti, ma una vittoria per tutti: per me docente e per gli alunni. E’ stata una vittoria per me, in quanto, tale manifestazione, è una testimonianza di ciò che cerco di applicare nella scuola dove insegno e cioè una didattica che mi permetta di trasmettere delle conoscenze e delle competenze ai miei cari ragazzi, utilizzando come strumento le loro passioni e i loro interessi, in modo tale che imparino “giocando” e amando lo studio in quanto finalizzato al raggiungimento di un obiettivo concreto. E’ stata una vittoria per i miei ragazzi perché, pur non vincendo un premio, sono ritornati dall’esperienza della NAO Challenge carichi di entusiasmo e di voglia di fare meglio il prossimo anno, dopo aver fatto un’attenta analisi critica della loro esperienza e degli errori commessi.
    Mi ha arricchito molto quest’esperienza, fatta per la seconda volta. Quest’anno ho portato a casa in particolare una frase, che ho sentito pronunciare da uno dei giudici di gara, durante la manifestazione finale, frase che è diventata un po’ il mio motto “più studenti in classe e meno a ripetizione”. Sono una neoassunta nella scuola, con non molta esperienza. Ce la metterò tutta affinché il mio motta possa essere il mio obiettivo ultimo. Affinché io possa essere una tra i tanti collaboratori al cambiamento della scuola partendo da dove piace anche a me, dall’inizio di tutto: dalla didattica a dagli studenti.

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