Diavoletti e sottomarini

Questa settimana, all’I.C. Burlando, abbiamo terminato la prima parte dei laboratori di robotica educativa per la primaria.

Cinque lezioni dedicate alla robotica e all’esplorazione del mare: leggi fisiche che regolano fenomeni come il galleggiamento e che coinvolgono caratteristiche come il peso specifico e l’idrodinamica, tecniche di sopravvivenza negli abissi come la pesca grazie alla luce, abilità che l’uomo ha abbondantemente copiato dalla natura per esempio con le lampare.

Che la robotica non debba essere fine a se stessa, soprattutto quando proposta ai bambini, lo diciamo sempre. In questa prima fase di laboratorio ci è stata molto utile per sviluppare il più possibile le capacità creative e manuali e per prendere confidenza sia con materiali semplici, di uso comune, sia con componenti elettrici mai utilizzati dai partecipanti ma indispensabili per proseguire il percorso.

Led e pile ora non hanno più segreti per il gruppo del mercoledì, lavorare con i motorini e impiegare i primi kit robotici sarà un gioco da ragazzi!
Dalla prossima settimana, infatti, cominceremo ad esplorare il sottosuolo e lo faremo costruendo gallerie, tunnel e cunicoli che ospiteranno tanti vagoni luminosi. Come? Con Little Bits e con i nostri amati materiali di recupero.

Nel frattempo tutti i lavori realizzati dai bimbi andranno in mostra presso il Museo Galata, in occasione di un’esposizione legata alla visione che i più piccoli hanno del nostro fratello mare.
Noi, per salutarlo al meglio, abbiamo concluso la nostra lezione di ieri imparando il funzionamento della vescica natatoria dei pesci grazie all’esperimento del Diavoletto di Cartesio, con una spiegazione magistralmente condotta da Chiara e Francesco, i più grandi del gruppo, diventati  professori per mezz’ora…bravi!

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