Al cinema con Little Bits

Ieri è successa una cosa strana e bellissima.
Ieri il laboratorio lo hanno gestito i bambini.

I.C. Burlando, ore 16.15: è mercoledì e sto aspettando i miei quattordici robotici per iniziare la nostra lezione settimanale.
Dobbiamo cominciare a parlare di mondi sotterranei e ho portato con me sette kit di Little Bits e altrettanti tubi di cartone…perché? Perché vorrei far costruire loro un treno, una metropolitana, una trivella, insomma qualcosa di luminoso e in movimento che possa attraversare una galleria, proprio come accade nel sottosuolo, ogni giorno, lontano dai nostri occhi.

Innanzi tutto abbiamo preso confidenza con i nuovi strumenti a disposizione: nessuno conosceva Little Bits e frenare gli entusiasmi non è stato semplice…proprio come previsto!
Grazie alle preziosissime carte da gioco di Melissa, già usate qui qualche anno fa, ci siamo cimentati nell’esecuzione di alcune missioni, abbiamo acceso luci di colori diversi, azionato buzzers, regolato l’intensità dei led con dimmer e pulsanti, assemblato pezzi magnetici come più ci piaceva, senza preoccuparci troppo del risultato.

Verso la fine dell’attività, una volta consegnati i tunnel di cartone, ogni gruppo ha disegnato il suo ipotetico treno, ma le cose sono presto “degenerate”: non appena le costruzioni realizzate con i Little Bits sono state inserite all’interno dei tubi, con luci e buzzers accesi, l’effetto cinema ha coinvolto tutti. Un ronzio da vecchio proiettore e un cerchio luminoso sul muro hanno dato il via a storie, racconti, scene piene di pathos, lotte tra barche e navigazioni romantiche. Con la videocamera del cellulare in mano ho provato a farmi narrare la vicenda della gara tra la barca grande e quella piccola, con Luca e Gabriele che impersonavano le protagoniste e Matteo che faceva lo scoglio stretto.
Insomma, come ogni tanto succede (e quando capita per me è gioia vera), i bambini mi hanno portata nel loro laboratorio, fatto di loro idee, loro intuizioni, loro esperimenti.

Ne sono uscita più ricca, con foto, filmati, sorrisi e barche di carta nella tasca. 
Grazie!

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