Finchè la barca va…

Una barca vichinga perfettamente galleggiante
Una barca vichinga perfettamente galleggiante

I laboratori all’I.C. Burlando proseguono e documentare i progressi di questo ciclo di attività è un vero piacere.

Le prime lezioni, dedicate all’approccio creativo verso la robotica, sono state seguite dalla sperimentazione: abbiamo insieme esplorato il mondo del galleggiamento e le leggi che lo regolano, parlando di peso specifico, forma, materiale, dimensione.

Il terzo incontro si è svolto di nuovo all’insegna della costruzione, organizzando la progettazione e la creazione di sette barche, realizzate assemblando materiali di recupero e testate nella loro primaria funzione: il galleggiamento. I bambini, sempre divisi a coppie (questa volta ognuno ha scelto il compagno con cui lavorare), hanno disegnato un bozzetto comune e hanno costruito con pazienza e precisione le loro imbarcazioni. Una bacinella piena d’acqua ci ha permesso di provare il funzionamento di ogni oggetto e di scoprire che tutti i progetti funzionavano perfettamente.

Visto che si tratta pur sempre di un corso di SDR abbiamo aggiunto un tocco robotico ad ogni barca: un led accesso che indicasse la via di navigazione o, come succede nelle lampare, che favorisse la pesca delle acciughe. Abbiamo insieme scoperto questo antico sistema di pesca imparando come si accende una piccola lampadina e abbiamo scelto, per ogni imbarcazione, una funzione legata al robot costruito nei primi due incontri.

Ecco i risultati:

  1. Federico e Marco: Speed, per portare le munizioni del robot
  2. Beatrice e Gabriele: Titanik, consegna la pizza a domicilio e pesca
  3. Ernesto e Marcello: MSC Favolosa (atomic), serve ad affondare le navi e a distruggere tutto
  4. Elena e Matteo: Costa, per dare da mangiare ai pesci e costruire case sott’acqua naturali
  5. Saverio e Andrea: Sanny 323, porta il robot in vacanza
  6. Chiara e Francesco: Costa porta pizza, porta la pizza attraverso il telefono
  7. Luca e Matteo Alan: Lo spettro, toglie i rifiuti dal mare e dai fiumi, così non si inquinano

I materiali che sono stati impiegati più spesso sono: cannucce, tappi di sughero, stuzzicadenti, stoffa e tappi in plastica. Colla a caldo, scotch isolante, spago ed elastici ci sono invece serviti al momento dell’assemblaggio.

Nella prossima puntata ci dedicheremo ancora al mondo marino e ai suoi abitanti, mentre dalla fine del quinto incontro cominceremo a parlare di terra, gallerie, talpe, metropolitane e chi più ne ha più ne metta!

P.S. Per leggere un’altra esperienza di questo tipo andate qui!

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