Che cosa fa il robot NAO?

NAO è un robot umanoide alto 58 cm ed è l’uomo di latta più seduttivo che esista sul mercato della robotica per edutainment o dei social robot (non per nulla, è disegnato dai francesi di Aldebaran). Che cosa può fare NAO? Qualche cosa di utile? Se per “utilità” intendiamo il “fare azioni” effettive del tipo prepararci il caffè o sorvegliare l’abitazione, no, non le può fare. Se invece, essendo noi “animali sociali” per “utilità” intendiamo anche l’aspetto necessario, e anche imprescindibile, dell’interazione che gli umani devono avere con i simili, gli animali, l’ambiente, gli oggetti, sì, questo NAO lo fa in modo efficace.

NAO si muove in modo elegante e suscita nell’osservatore sensazioni di una certa eleganza di movimenti, quasi il desiderio di imitarne i gesti, e questo aspetto ha la capacità di attivare i nostri centri del movimento, un po’ come quando vediamo danzare meravigliosamente una ballerina. Infatti, NAO è usato in case di cura e in residenze per anziani come personal trainer: potete vedere qui  NAO che insegna i movimenti di fitness.

NAO si muove in un certo modo: il suo movimento è stilizzato, essenziale, matematico (lo deve essere, poverino, non è che NAO riesca a fare molto di più se non eseguire un programma che avrà calcolato direzione, angoli e velocità dei suoi “arti” in moto). Il fatto di essere così stilizzato nei movimenti permette all’osservatore di apprezzare precisamente direzione, angoli e velocità del moto. Il piacere del movimento è quello che apprezziamo quando guardiamo Valentino Rossi al moto GP, o uno sciatore nello slalom. Ma NAO ci mostra l’essenza dei movimenti, così ognuno può imitarlo facilmente.

Siamo affascinati dal movimento, per terra, acqua e aria. NAO può “improvvisare” (in realtà, è una sequenza consolidata) alcune mosse di tai chi riuscendo a rimanere in equilibrio su una “gamba”. Ma è lento, goffo e fa un po’ ridere (potete vederlo qui).

Questo è un fatto: NAO fa ridere. Non ci sfida, non è un samurai giapponese come alcuni umanoidi, non ci inganna facendo finta di essere un bambino che cresce, NAO è gradevole.

Per il fatto di essere un oggetto fisico, non una semplice rappresentazione come potrebbe essere un film, NAO può allacciare, mediante il movimento e la mimica (piccoli movimenti degli “occhi”, della “testa” ecc) una comunicazione non verbale (cinesica) interessante, i cui effetti sono in corso di studio, per citare alcuni progetti, presso pazienti malati di Parkinson.

Un po’ di plastica piena di sensori?

Con centro in Germania, l’Europa ha finanziato un progetto piuttosto consistente dedicato all’uso di NAO per sostenere l’apprendimento del tedesco presso bambini di famiglie di immigrati (un terzo dei bambini sotto i 5 anni in Germania fanno parte di famiglie di immigrati). Gli oggetti non solo utili, sono anche mediatori di relazioni sociali.

Singolare che i giapponesi della Softbank, la cui nazione è la prima al mondo in fatto di robot, e concentrati come sono stati sul sogno di realizzare per primi l’umanoide che sia quasi perfetta replica degli umani, abbiano poi deciso di puntare su una società robotica francese.

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