Ben ritrovati a scuola

Inizia un nuovo anno di scuola e per noi che lavoriamo con tanti docenti di tutta Europa è un momento importante, si ricomincia! E allora è bene pensare a cosa servono i nostri insegnamenti. E’ da tempo che penso che questo video e questo brano che vi propongo meritino di essere conosciuti da docenti, genitori, studenti, educatori, curiosi, scienziati.  Penso che questo video descriva il nostro lavoro, il lavoro di Scuola di Robotica. Penso che questo video, tratto da un bellissimo brano di David Foster Wallace dovrebbe essere alla base di ogni insegnamento, dovrebbe essere ispiratore per ogni insegnante, per ogni studente. Anni fa lessi questo brano che vi propongo che si chiama “Questa è l’acqua” e il video l’ho scoperto da poco. Ecco qui  il link al brano, con una traduzione di Roberto Natalini.  Il video (e ovviamente il discorso di Wallace) sono dedicati a chi insegna il dubbio, a chi sa che dietro a ogni persona c’è una storia, fatta di dolori e gioie. Questo discorso descrive esattamente quello che per me e per noi di SdR è l’educazione, l’istruzione.
La vera educazione non ha a che fare con la conoscenza ma con la semplice consapevolezza, la vera scuola non insegna nozioni ma insegna a pensare. A pensare sempre. Perché le guerre, le ingiustizie, gli insulti e la violenza nascono proprio dall’assenza di pensiero, da quei momenti in cui l’umanità pensa sia più facile sopravvivere che vivere. Per vietare per sempre i giorni della violenza e dell’ingiustizia dobbiamo insegnare ai nostri studenti a pensare. Quando mi chiedono che lavoro faccio non dico mai la verità. Non mi crederebbero. Dico sempre “mi occupo di robot, di robotica a livello educativo e di divulgazione, insegno a studenti di tutte le età (anche all’università…)” e di solito il fatto dell’università è l’unica cosa che sembra interessare e convincere i miei interlocutori! Quando mi chiedono che lavoro faccio, vorrei rispondere“mi occupo di insegnare a pensare, uso i robot e i computer è vero, ma insegno a pensare, a dubitare sempre, a raccontare storie, a immaginare e progettare, a mettersi sempre in discussione, a lavorare in gruppo, ad aumentare la propria consapevolezza”.  Quello che vorrei dire è che sogniamo un mondo pieno di storie, di dubbi, di analisi. Perché sappiamo che solo così la scienza è andata avanti in modo etico. Dubitando dell’esistente. Mettendo tutto in discussione, non dando nulla per scontato, raccontando storie. Quando ascolto Wallace capisco che questa cosa della consapevolezza fa male, molto male. Ci fa soffrire e non dovremmo vergognarci se ci scopriamo la notte a piangere. Perché siamo ancora lontani da una vera consapevolezza. A volte, a tratti, artisti e scienziati, scrittori e fisici, sembrano trovarla questa consapevolezza. E quando succede, è tutto uno stupore e una meraviglia. Una gioia e un dolore. E’ la consapevolezza e come direbbe David Foster Wallace “Questa è l’acqua” .

Ben ritrovati.

2 pensieri riguardo “Ben ritrovati a scuola

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