La Summer School secondo Luca

Eccomi a scrivere a riguardo della summer school che abbiamo tenuto quest’anno al Villaggio del Ragazzo di Cogorno. Tre giorni di lavoro intensivo, come al solito, nel camp estivo più robotico in circolazione. Abbiamo svolto tante attività, fra le varie succedute io mi sono occupato del laboratorio con i più piccoli, insieme a Andrea, Sandra e Donatella.

Tanti ragazzi, di età e capacità molto diverse. Tutti, però, con la voglia di scoprire e imparare. Abbiamo parlato e giocato un po’ con i numeri binari e abbiamo provato a contare in un modo inusuale. Dopo di che, però, è stato il momento di dividere i ragazzi in due gruppi: quello dei più grandicelli e quello dei più piccini.
Abbiamo continuato un po’ a giocare con i numeri binari, provando a codificare dei messaggi segreti. Ma a cosa mi serve un messaggio codificato se me lo tengo per me? Allora pronti con i kit Little Bits a creare degli ingegnosi sistemi per inviare messaggi in codice: luci, suoni e vibrazioni! Beh, i messaggi sono stati ricevuti. Poi, se sono stati decodificati… Questo è un altro discorso.
Ci possiamo chiedere, però, cosa hanno da spartire messaggi segreti e robot? Al nostro summer camp molto più di quanto si possa immaginare: da qualche parte è stato nascosto un tesoro da ritrovare, e per trovare i tesori è noto che bisogna risolvere degli enigmi!
Il gruppo dei più grandi ha costruito dei robot mobili con i kit NXT. Hanno programmato i robot per riuscire a farli muovere, per fare delle curve, per scansare degli ostacoli. Contemporaneamente, il gruppo dei più piccini… Ha messo i bastoni fra le ruote al gruppo dei più grandi. Ovvero: i ragazzi hanno costruito un grande labirinto in cui hanno nascosto il tesoro! E hanno consegnato una mappa del labirinto all’altro gruppo. Ecco la sfida: i più grandi dovevano raggiungere il tesoro con i loro robot percorrendo il labirinto creato dai più piccoli. In meno di una giornata i più grandi hanno dovuto programmare i robot per risolvere il labirinto e raggiungere il tesoro. Però, anche i più piccoli si sono dati da fare: oltre alle pareti e ai vicoli ciechi hanno inserito ulteriori insidie nel percorso: trappole robotiche costruite con Lego WeDo che cercano di ostacolare gli NXT captando informazioni con i loro sensori e cercando di difendere il tesoro.
Immaginavamo un labirinto che assomigliasse a una misteriosa costruzione Maya in stile Indiana Jones, siamo invece arrivati a un qualcosa che ricordava una misteriosa e surreale metropoli.
L’ultimo giorno la prova del nove. Abbiamo invitato tutti i genitori in una grande aula, i ragazzi hanno spiegato cosa hanno fatto… Ed ecco i robot NXT che hanno cercato di muoversi nel labirinto, ostacolati dai WeDo, i quali hanno fatto il loro lavoro, proteggendo il tesoro… Ma non sono riusciti a mantenerlo al sicuro da tutti gli NXT!
A presto,
Luca

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