#NAOCHALLENGE2015: I Pionieri

10805828_10152479281206088_6805795528320318041_nLa prima NAO CHALLENGE si è conclusa e siamo tutti felici. Per parlarvi di questa prima edizione italiana, la più grande d’Europa, non riuscirò a usare solo parole e immagine mie. Dovrò chiedere aiuto.
“Potete star certi che Colombo non era felice nel momento in cui scoperse l’America, bensì quando era in viaggio per scoprirla […] L’importante non era quel Nuovo Mondo, che magari poteva anche inabissarsi. […] L’importante sta nella vita, solo nella vita, nel processo della sua scoperta, in questo processo continuo ed ininterrotto, e non nella scoperta stessa!”
Fedor Dostoevskij
Come vedete il primo aiuto che ho chiesto non è banale, scomodare addirittura Dostoevskij non è cosa da tutti i giorni. Ma se vi devo raccontare cosa è stata questa avventura non posso che esprimerla come quella sensazione pionieristica della scoperta e del viaggio. Del percorso e del processo. Non era importante vedere i robot muoversi perfettamente. Era importante arrivarci vicino. Era ed è importante poterlo immaginare. Poter immaginare l’impegno di 200 studenti nella programmazione e nella realizzazione di demo di interazione uomo-umanoide che potranno aiutarci a capire meglio a cosa serviranno gli umanoidi in futuro. Era importante poter immaginare che studenti fra i 14 e i 18 anni potessero farcela.
Era importante l’immaginazione. Perché è su quella che si basa il futuro. Senza immaginazione non abbiamo futuro. E nonostante tutte le difficoltà della scuola questi ragazzi hanno potuto immaginare.
Certo poi l’immaginazione non conta nulla se non si arriva alla realtà. Alla pratica, alle conseguenze di quello che abbiamo immaginato.
Viviamo in una società particolare dove immaginazione e realtà si sono divise. E dobbiamo riunirle.
Proprio come i primi pionieri del volo. Che resero il mondo un po meno sconosciuto. Oppure i pionieri del cinema, che inventarono un nuovo modo di raccontare.
Oggi siamo a quel punto li con i robot. A grandi ali che spiccano il volo per pochi metri, a immagini in bianco e nero di treni o operai.
Siamo li e il futuro lo dobbiamo immaginare.
Se lo immaginiamo con i giovani, che del futuro sono i cittadini, allora possiamo pensare veramente di realizzare quello che immaginiamo.
Sperando che i nostri pensieri siano basati sull’etica e sull’uomo.
Siamo all’inizio della storia. E la possiamo scrivere insieme.

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