Progetto Firewall: i dati raccolti.

 

Oggi il post dedicato al Progetto Firewall si concentrerà sui dati veri e propri. Percentuali, statistiche e conteggi ci porteranno nel mondo dei ragazzi che hanno partecipato a questo percorso di formazione e conoscenza. Ecco i risultati che abbiamo raccolto elaborando i questionari di fine laboratorio.

L’utilizzo dei dispositivi è intenso: l’82% dei ragazzi intervistati possiede e utilizza uno smartphone, il 72% una console per videogiochi, il 56% un tablet. I ragazzi appaiono naviganti assidui: il 40% utilizza la rete internet per almeno 3 ore al giorno, l’8% per 5-10 ore al giorno e il 6% per 10 ore e oltre. Il 72% usa regolarmente la fotocamera del proprio smartphone. Per quanto riguarda il livello di penetrazione dei social, Wathsapp è sicuramente il servizio di messaggistica più diffuso, utilizzato dall’89% dei ragazzi. Appare significativo che il 59% dei ragazzi intervistati abbia imparato da solo a navigare in internet, mentre nel 36% dei casi sono stati i genitori a fornire indicazioni e informazioni; nei processi di apprendimento un ruolo non trascurabile è rappresentato dal peer-to-peer: fratelli o sorelle più grandi (nel 19% dei casi) e amici (nel 15% dei casi).
Per quanto riguarda i risultati del progetto Firewall, il 77% dei ragazzi ha dichiarato di avere apprezzato il laboratorio, al quale ha partecipato, perché ha offerto la possibilità di acquisire informazioni sui rischi che si possono correre navigando in Internet, il 68% perché ha conosciuto le potenzialità di Internet ‘che non si vedono’ e il 53,0% perché ha avuto modo di riflettere sulle differenze tra la comunicazione reale e la comunicazione digitale.
La soddisfazione dei ragazzi è stata così intensa che il 97% dei rispondenti consiglierebbe a un amico o ad un’amica di partecipare ai laboratori Firewall perché <<è una cosa diversa, fa riflettere, offre informazioni utili e stimola i ragazzi a pensare ai pericoli che alcuni di noi rischiano di correre>>.
Il 64% dei ragazzi dichiara di parlare con i genitori di quello che fa in rete e il 49% conosce qualcuno che ha avuto problemi o è stato ‘preso di mira’ su internet; al 15% dei ragazzi è capitato in prima persona. Cosa farebbero i ragazzi in questi casi? Nel 75% dei casi si rivolgerebbero in primo luogo ai propri genitori.
Sempre consapevoli dei rischi? Se il 65% pubblica fotografie in rete e il 24% video, ci sono altri comportamenti che, seppur meno diffusi, appaiono significativi: il 47% ha ricevuto messaggi da qualcuno che non conosceva, il 37% è stato contattato in internet da qualcuno che non conosceva, il 15% ha dato il proprio numero di cellulare a qualcuno conosciuto on line. E non sempre questi comportamenti sono stati fatti con consapevolezza.

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