Edurob: statistiche su robotica educativa e disabilità cognitive, la didattica per tutti

10352570_10152432228726088_1396561909646568742_nIn questi ultimi mesi siamo stati coinvolti dal Polo europeo della conoscenza, rete di scuole e enti di cui facciamo parte, nel progetto Edurob dedicato agli studenti con fragilità cognitive. Nel progetto dovrei curare alcuni workshop sulle nostre metodologie dedicate alla robotica. Ma prima di arrivare alla parte attiva  ho partecipato alla raccolta dati attraverso una indagine e una corposa literature review. Ho cosi potuto leggere e rileggere quello che altri insegnanti e ricercatori sperimentano in tutto il mondo, oppure scoprire che nonostante grandi differenze culturali in Europa la metodologia che gli insegnanti reputano più vicina alle richeste degli studenti fragili sia quella denominata “Activity based teaching”, praticamente il learning by doing visto dal punto di vista degli insegnanti. Questo punto mi rasserena perché spesso nelle conferenze e nelle lezioni che teniamo dico che non esiste un didattica differenziata, speciale, pensata per chi é più fragile, ma che esiste una sola didattica che potenzia i più forti e aiuta i più fragili.
Non posso che pensare al “design per tutti e per ciascuno”, dove un prodotto ha successo se è pensato per tutti ma sembra fatto apposta per te. Mantenere l’unicità riuscendo a raggiungere tutti. Riuscire a raggiungere le sensibilità di tutti senza dimenticarsi di nessuno. A dirla così sembra una utopia, che contiene anche una deriva patologica, l’uniformità e l’omologazione degli insegnamenti. Pensate all’uso di Instagram, uno dei social network, maggiormente usati dai giovani, consente a tutti di fare “belle” foto, con modifiche  che in precedenza richiedevano dedizione e competenze tecniche. Il rischio è che i nostri insegnamenti non creino creatività ma omologazione. Per questo non c’entrano gli strumenti ma è importante trasmettere ai ragazzi la passione. Per trasmettere la passione alla fotografia si può usare Instagram, così come per trasmettere la passione per il lavoro di gruppo, il rispetto dell’altro si può usare la robotica. Ma nulla sostituirà l’esempio che l’insegnante potrà dare ai propri studenti. Usando consapevolmente la cultura e la conoscenza trasmetteremo la passione per lo studio, per il dubbio indipendenti e liberi dallo strumento che usiamo.

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