Lucciole per lanterne

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La settimana scorsa, durante un breve corso di aggiornamento di Scuola di Robotica, ho dovuto costruire quasi da zero un laboratorio, organizzandolo sia dal punto di vista dei materiali sia da quello delle tempistiche e degli obiettivi.
In compagnia di Sandra, docente piacentina, ho dato libero sfogo alla fantasia, ponendomi qualche inevitabile paletto e cercando di immaginare il più possibile l’applicabilità pratica di quello che stavo visualizzando solo mentalmente.
Fortunatamente sapevamo che il giorno seguente avremmo avuto delle vere e proprie cavie, i nostri compagni di corso, che si sarebbero cimentati nell’attività al posto di una classe urlante delle scuola primaria.
Quali vincoli avevamo? Dovevamo utilizzare materiali presenti in laboratorio e realizzare una lezione che durasse al massimo 60 minuti.
Ispirandoci ad un corso che Sandra organizzerà nella sua città abbiamo deciso di proporre un laboratorio di robotica che possa avvicinare i bambini allo studio degli animali del prato, tipici della zona in cui vivono. Immaginando che l’attività si svolga all’interno di un ciclo più articolato di incontri, durante i quali affrontare anche gli aspetti più naturalistici del tema, abbiamo pensato ad una storia.
Protagonisti del nostro racconto sono il Robot Volt, atterrato in mezzo all’erba con la sua astronave e Watt, la regina delle lucciole. Watt ha perso la luce e le sue compagne chiedono al robot di renderla di nuovo luminosa. Volt non si tira indietro, ma un piccolo contrattempo rende tutto più complicato: ascoltata la storia di Watt anche gli altri animali del prato vogliono diventare luminosi, ma come può fare il robot da solo ad accontentare tutti?
A questo punto entrano in gioco i bambini, che divisi in gruppi dovranno scegliere di quale animale occuparsi e dovranno impegnarsi a dargli la luce.
A disposizione il materiale di recupero che SDR usa sempre per i suoi laboratori di robotica creativa e qualche semplice “pezzo elettrico”, più che sufficiente per raggiungere l’obiettivo.
Durante la nostra simulazione le tre coppie hanno scelto di illuminare un serpente, un ragno e un pettirosso. In un’ora sono stati realizzati i pupazzi e sono stati montati i led che avrebbero dovuto illuminare gli animali, inoltre i gruppi hanno compilato una scheda, pensata anche per il laboratorio reale con i più piccoli, dove hanno disegnato il progetto, hanno spiegato le caratteristiche del loro animale e come hanno fatto ad illuminarlo.
Di seguito, come al solito, la ricetta completa per realizzare il vostro laboratorio:
Ingredienti:
– led
– pile (noi abbiamo usato due stilo in serie, ma con una pila da orologio da 3 volt è tutto molto più semplice, in particolare se ci sono bambini piccoli)
– fili elettrici
– nastro isolante
– colla a caldo
– materiale di recupero di vario genere
– carta e penna
Procedimento:
Una volta scelto l’animale da illuminare occorre disegnarlo, selezionare il materiale di riciclo che si intende usare e procedere con l’assemblaggio dei vari pezzi, per farlo aiutatevi con il nastro isolante e con la colla a caldo. Ricordate che dovete prevedere lo spazio adatto per montare il led con la pila. Una volta scelto il punto esatto dove volete che si accenda la vostra luce, collegate i fili elettrici alla pila e al led e il gioco è fatto!
Non dimenticate di scrivere come avete raggiunto l’obiettivo e immaginate la storia che può esserci dietro alla vostra scelta.

Nella foto quassù, per esempio, c’è il ragno robotico in costruzione. Fiorella ed Emanuele hanno scelto di renderlo luminoso perché hanno pensato che il suo compito nel prato potesse essere quello di lanciare tele di luce per illuminare la strada agli altri animali.
E voi? Quale animale scegliereste?

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