Come sono andate le lezioni sulla Scribbling Machine?

OLYMPUS DIGITAL CAMERAQualche tempo fa vi avevamo annunciato un laboratorio dedicato alla costruzione delle Scribbling Machines.
Cosa sono questi buffi oggetti sbilanciati, dalle forme improbabili e dalle zampe lunghe? Sono piccole macchine, realizzate con materiali di recupero (vecchi contenitori di plastica, nel nostro caso) e destinate a muoversi grazie all’uso di un motore, due cavi e una pila.
Le prove in ufficio sono andate molto bene, la nostra bella scribbling machine viaggiava veloce sul foglio bianco e i “piedi pennarello” lasciavano tracce evidenti del suo passaggio. Cosa è accaduto a scuola? Il laboratorio non ha funzionato! O meglio, ha funzionato a metà.
Partiamo dal principio:
i ragazzi sono stati divisi in dieci gruppi e ad ogni gruppo è stato consegnato il kit completo per la costruzione. Inoltre ciascuna squadra aveva a disposizione un tris di pennarelli di colore diverso cosicché le macchine potessero lasciare strisce verdi, rosse, gialle, blu…a seconda del gruppo in azione. Non ci sono stati problemi nel momento dell’assemblaggio, anzi, mille domande, prove, scambi di consigli e di idee hanno caratterizzato tutta la prima parte del laboratorio. L’inceppo è avvenuto quando abbiamo posato le scribbling machines sul lungo foglio di carta srotolato in corridoio: IMMOBILI. Cosa è successo? Solo un paio di macchine si sono mosse di pochi millimetri o hanno ruotato sul proprio asse disegnando cerchi perfetti che nemmeno un compasso. Ma perché un esperimento riuscito più volte in laboratorio non è andato a buon fine in classe? Cosa è cambiato? Abbiamo posto queste domande ai ragazzi e, naturalmente, a noi stessi. E’ stata forse colpa dei materiali? Magari i barattoli erano troppo pesanti? E’ una questione di motorini? Effettivamente erano diversi da quelli usati durante le prove. Abbiamo lasciato che le squadre modificassero a piacere le scribbling machines e provassero a dare il loro contributo con ipotesi e idee, poi ci siamo dati appuntamento per la settimana successiva. Una volta a casa abbiamo provato a comprendere cosa fosse successo e…lo abbiamo capito! Il “problema” risiedeva nelle pile: cambiando motorini era cambiato anche la tensione richiesta e avremmo dovuto utilizzare un altro tipo di batteria. Una cosa semplice no??? Eppure un aspetto apparentemente banale era fondamentale per far muovere le nostre macchinine. Ora non resta che raccontarlo ai ragazzi!

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