Life on Mars: come è andata a Rock&Rob?

10155063_10152014405971088_1262139633_nE’ passato da poco il weekend di Rock&Rob, due giorni di gioco, di tecnica, di divertimento, di concentrazione, di esplorazione, di curiosità, di fantasia, di creatività, di attenzione, di pazienza, di comprensione e di collaborazione.
Quante belle parole vero?
Un elenco di sostantivi che, uno sull’altro, hanno costruito questo laboratorio di primavera, baciato dal sole e cullato dal mare.
I partecipanti, nove e tutti maschi (forza ragazze, non abbiate timore della parola robot e venite a darmi manforte la prossima volta!), hanno trascorso il sabato mattina alla prese con NXT, seduti composti e attenti a seguire le istruzioni proiettate e spiegate da Davide, mentre nel pomeriggio via libera alla creatività con la costruzione di razzi di plastica in grado di fendere l’aria del porto e atterrare sulla banchina tra applausi, fischi e salti di gioia. La competizione, colorata e con il solito scopo principale di imparare divertendosi, ha previsto la realizzazione di otto razzi tutti diversi, assemblati utilizzando bottiglie di plastica, pezzi di carta di riciclo e strumenti semplicissimi come forbici, scotch e pennarelli. La rampa di lancio, attrezzata con una pompa da bicicletta e una cannuccia, veniva calcata di volta in volta da una coppia di lanciatori, ognuno con il suo razzo, pronta a sparare in orbita il frutto di un pomeriggio di lavoro e confronto, tra schizzi d’acqua e improvvisi cambi di vento. L’abbigliamento preparato per l’occasione è stato provvidenziale, una mantella lunga con cappuccio e una maschera da sub hanno salvato i concorrenti da una doccia a ogni lancio, rendendo tutto molto pittoresco e divertente.
Ogni ragazzo ha fatto la sua parte, c’era chi controllava la traiettoria, chi segnava l’atterraggio con il gesso, chi contava (usando i suoi piccoli piedi come unità di misura) le distanze conquistate.
Insomma, alla fine del pomeriggio il vincitore dichiarato è stato MegaPuzza, razzo velocissimo di Francesco, il partecipante più giovane di tutto il corso.
La mattina della domenica, invece, è stata dedicata all’esplorazione di Marte, ogni coppia ha infatti programmato il proprio robot per svolgere tante diverse missioni nello spazio, evitando ostacoli, aggirando crateri, recuperando oggetti.
In un batter d’occhio è arrivato il momento di salutarsi, in una giornata di sole piena di scoperte e di possibilità, dove per l’ennesima volta ho sentito che ogni sforzo, ogni stanchezza accumulata, ogni serata trascorsa a raccogliere le idee, sono momenti ben spesi quando valgono anche solo un piccolo sorriso.
Grazie a Francesco, Tommaso, Alessio, Simone, Emanuele, Johannes, Gabriele e Pietro…alla prossima!

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *