A piccoli passi

1503984_10151837845941088_484473686_nDischi volanti, nasi lampeggianti, tartarughe lente e serpenti senza denti, condomini di sera e tazzine della nonna, pesci e vendemmie. Potremmo raccontarci molte storie partendo da queste invenzioni narrative.
Parte tutto dal dare importanza a ogni piccola cosa, a ogni passaggio che facciamo. Spesso i sistemi che utilizziamo sono così completi ed espandibili che perdiamo il senso dei piccoli passi. Me ne sono reso conto utilizzando Little Bits (ringraziamo Robot Domestici per il prestito dei kit), un kit pensato per imparare alcune basi di elettronica e interazioni senza dover programmare ma usando piccoli pezzi che si collegano fra loro magneticamente.
Abbiamo così organizzato a Scuola di Robotica “un piccolo corso” dedicato ai little bits. I partecipanti, provenienti non solo dal mondo della scuola, hanno dato sfogo alla loro creatività realizzando delle unità didattiche che prevedessero l’uso di questi kit.
Abbiamo scoperto così come spiegare la diffusione dei suoni grazie al piccolo motore vibrante e alla tazzina da caffè della nonna, come costruire una “lanterna” per diventare dei giovani esploratori, come realizzare un condominio in cui si vedono le luci degli appartamenti dalle finestre, un pesce che si illumina, un serpente sdentato, una tartaruga che più lenta non si può. Abbiamo imparato insomma a gestire little bits e a ritrovare il gusto di raccontare storie straordinarie partendo dalla quotidianità, associando elementi ordinari e rendendoli speciali.
Proprio recuperando il gusto del piccolo.
Del fare con quel che si ha. Troppo spesso oggi l’estrema libertà che i nostri strumenti sembrano dare agli utenti si trasforma in una gabbia di utilizzo, un processo omogeneo che si ripete al cambiare dell’utente.
Penso al mio Mac, con cui sto scrivendo. Posso montare video in maniera professionale, registrare un concerto, programmare videogiochi e robot complessi. Ma senza il gusto delle piccole cose, questi straordinari strumenti creativi rimangono sterili facendoci immaginare un uso che richiede pratica e studio, approfondimento e fatica.
Ma lo studio non è altro che quella cosa lì, il senso delle piccole cose.
E allora eccoci con nuove idee legate a Little Bits, piccoli pezzi di fantasia e di elettronica al servizio di chi vuole raccontare storie o rappresentare idee.
Se volete saperne di più e magari utilizzare il kit, scrivete a micheli@scuoladirobotica.it
Vi lascio con un video realizzato grazie alle esperienze condotte dall’insegnante Lidia Romani con gli studenti della classe dove Lidia fa il sostegno.

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