I robot del cielo in veste natalizia

2013-12-30 16.21.01 (2)Ultimo laboratorio delle vacanze natalizie, ultimo laboratorio del 2013.
SDR si prepara ad accogliere il 2014 in compagnia di cinque piccoli aviatori, pronti ad imparare tutto sul volo, sulla portanza, sulla spinta, sull’attrito e sulle caratteristiche aerodinamiche che aiutano una macchina a volare.

Il diario del corso di oggi comincia, come al solito, con l’elenco dei partecipanti:
Samuele
Ares
Lorenzo
Ambra
Paolo
La prima parte del laboratorio, dopo il consueto momento dedicato alla conoscenza di ogni componente del gruppo, si svolge con una vera e propria lotteria ad estrazione: qualche domanda misteriosa scritta su un foglietto e pescata ad occhi chiusi viene letta ad alta voce…il premio previsto è semplicemente la risposta! Bella roba, direte voi, ma in realtà in pochi minuti vengono definiti il concetto di robot e quello di drone, spiegate le differenze tra la parola bracci e la parola braccia, introdotti i concetti di portanza, di attrito, di peso dell’aria e di aerodinamicità.
A chiarire le cose ci aiutano un video sulle diverse tipologie di robot impiegate per svolgere attività difficili, pericolose, o troppo lunghe se compiute dall’uomo e un altro incentrato sull’importante funzione di salvataggio di alcune macchine programmate per agire in contesti d’emergenza.
Come al solito è l’esperienza diretta che aiuta a fissare i concetti e le cose nuove appena imparate: è dunque arrivato il momento di mettere in campo i laboratori. Prima però vediamo quali considerazioni i nostri partecipanti hanno fatto durante il pomeriggio:
Paolo, per esempio, ci ha parlato dei bracci meccanici e Samuele alla domanda
“Cosa sono i bracci?”
ci risponde
“I bracci meccanici sono macchine che rifanno se stesse”
Mentre al quesito
“Che cosa ci aspettiamo dal laboratorio di oggi?”
La risposta unanime ed esclamata in coro è
“Ci aspettiamo di vedere un drone volare!”
Comincia ad essere più complicato quando chiediamo di spiegare come fanno le macchine a volare, ma i nostri aviatori non si scoraggiano e ci dicono
“Le macchine volano con i motori, o meglio con le turbine, 
con le ali, con le eliche
con la benzina,
con un pilota,
con un timone,
con la coda,
con i flap,
con i carrelli di atterraggio,
con le luci”
Insomma, da una semplice domanda ne è uscita una filastrocca!
E per quanto riguarda le componenti del volo? Quali aspetti devono essere considerati? Occorre ricordare la presenza dell’aria, un elemento che deve spesso essere contrastato.
Domandiamo “come possiamo fare per vincere la resistenza dell’aria?”
E Ares, aiutandosi con carta e penna, ci risponde:
“Un aereo è mezzo ovale”

Il disegno del muso arrotondato preparato da Ares e la ricerca in rete di altri esempi di aerodinamicità, come la particolare forma della testa di un beluga, ci aiutano a comprendere meglio questo importante concetto.
Per dare il via ai laboratori vengono consegnate alcune schede, su cui è possibile scrivere seguendo il “metodo scientifico” prontamente illustrato da Lorenzo:
Si osserva
– Si formula un’ipotesi
– Si verifica con un esperimento
Oltre alle prove sul flusso d’aria, già viste durante il Festival della Scienza e con le quali attraverso un phon, una pallina da ping pong, un foglio di carta e un imbuto si possono affrontare e dimostrare moltissimi concetti complicati, oggi abbiamo provato, con successo, ad osservare la spinta dell’aria. Come? Attaccando un palloncino bello gonfio e chiuso da una semplice molletta sotto a una cannuccia, al cui interno abbiamo fatto passare un filo legato, ben teso, a due colonne. Cosa accade se porto il palloncino ad una estremità del mio spago e tolgo la molletta? Provateci anche voi! I nostri aviatori sono rimasti soddisfatti dei risultati, tanto da varare addirittura dirigibili di tutto rispetto come la Lorenzia Prima, la macchina volante di Lorenzo.
A un laboratorio sul volo non potevano di certo mancare gli aeroplani di carta, con tutte le varianti necessarie per garantire traiettorie dritte, velocità, planaggio.
La teoria è finita, liberi tutti al momento pilotaggio vero: un drone e un ipad a disposizione, qualche nozione tecnica di manovra, alcune piccole direttive su atterraggio, altezze, spostamenti e scelta dell’obiettivo da raggiungere. Ormai l’aria non ha più segreti per noi, c’è chi prova con un po’ di iniziale titubanza, chi parte sicura come Ambra e chi si conferma preciso e metodico anche in questa occasione…Siamo pronti a volare verso il 2014!

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