Ruggine

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Nel nostro lavoro spesso ci confrontiamo con il legame fra realtà e astrazione.  Spesso ci troviamo a raccontare teorie didattiche, o a proporre progetti funzionanti sulla carta che poi hanno bisogno di tempo e di sacrificio per trasformarsi in realtà. Vorrei in qualche modo parlarvi della nostra fatica, del nostro sacrificio per rendere possibile tutto ciò che facciamo.
Ero sabato scorso in Ospedale a Pietra Santa e parlavo a genitori, docenti e operatori sanitari di Autismo e robotica. Ogni volta che mi capita racconto le mie emozioni, le mie storie.
Spesso in queste lezioni mi emoziono, perché ormai i ragazzi che da anni seguiamo nei nostri laboratori sono diventati amici e quando ritrovo i filmati di anni prima, beh non mi resta che fermarmi. Fermarmi un attimo.
Ogni volta.
Rimango sempre stupefatto dai cambiamenti delle loro fragilità. E delle mie.  Rimango anche sempre abbastanza contrariato dal non avere strumenti che dimostrino scientificamente che quello che stiamo facendo ha grandi potenzialità. E risultati.
Ma mi rendo conto che non riesco a raccontare di quei laboratori quello che forse è il vero segreto.
La ruggine.
La ruggine non viene alle idee, la ruggine non viene alle parole.
La ruggine compare solo nella realtà.
La ruggine non la racconti. La devi toccare con mano.
Ma cosa è la ruggine nel nostro lavoro? E’ tutto quel che non funziona contro cui combattiamo ogni giorno.
E’ un robot che non si muove più, è una scuola che fa il corso e poi non compra l’attrezzatura necessaria a far partire i laboratori di robotica, sono tutte le lezioni finite in un “niente di fatto” con i ragazzi autistici, sono i studenti universitari che guardano e passano, è la fatica di essere in pochi a fare tutto, sono le mancate risposte nostre (una ruggine che ci portiamo dentro, con tanto dolore).
Mi è capitato spesso di leggere soddisfazione nelle persone che seguono i nostri corsi. Mi è capitato spesso di vedere i nostri progetti avere successo. Ma di quelle cose lì, di quelle andate bene io so parlare, le so comunicare.
E’ della ruggine che non dico mai nulla.
Ma forse è lì, in quella formazione chimica rossastra che sta il segreto. Solo preparando le persone alla ruggine riusciremo a prepararle a costruire robot che funzionano, a pensare teorie dell’universo, ad affrontare la vita da cittadini veramente liberi.

Il titolo di questo post mi è venuto in mente leggendo il fumetto che metto come immagine “Ruggine”. Anche qui si parla di robot. E alla fine di questo bellissimo racconto senti di non essere alla fine. Di avere ancora molta ruggine da togliere.
Ecco come mi sento, come un carpentiere che toglie ruggine, e per la prima volta la racconta.

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