Cronache da un Festival: Piloti e Pittori

drone Ieri a I robot del cielo è venuto a trovarci un pittore. In una bella classe elementare, calma ma piena di interesse, tranquilla ma nello stesso tempo vivace, c’era anche Davide. Davide è stato un visitatore dalle mille curiosità, dalla mano sempre alzata, dalla fisicità molto irruente e dalla voce bella forte. Davide mi ha fatto molte domande durante la spiegazione, mi ha raccontato il suo punto di vista su tutti gli argomenti che abbiamo affrontato, “mi ha detto la sua” condividendo con me e i compagni le esperienze che in qualche modo gli sembravano coerenti con il tema del laboratorio. Davide però era interessato soprattutto a una cosa: al soffitto del Cisternone, questo bellissimo spazio occupato da SDR per l’occasione, ma che di solito ospita mostre ed espozioni degli studenti di Architettura. Durante tutta la prima parte teorica Davide ha spesso guardato in alto, cercando di capire cosa nascondessero quelle macchie colorate così affascinanti, timidi residui di qualche antica dipintura. Per un po’ ha domandato una macchina fotografica per portarsi via un’immagine di quel cielo strano, poi ci ha rinunciato e ha provato, durante il suo turno di pilotaggio, a raggiungere la volta con il drone. Felice di essere riuscito ad avvicinarsi un poco, Davide ci ha salutati come i suoi compagni e come tutti i visitatori che vengono a trovarci: ha lasciato un biglietto giallo appeso alla grande nuvola. Prima di attaccarlo però, Davide me lo ha mostrato e ad alta voce mi ha detto “Io ho solo scritto il mio nome, il mio cognome e quello che sono, un pitore solpreso“. Credevo di non aver capito bene, quindi mi sono avvicinata a lui e gli ho chiesto che cosa intendesse, a questo punto Davide mi ha spiegato di avere una grande passione, la pittura, mi ha detto che dipinge spesso, per lo più su tela e che quel soffitto macchiato, rovinato e così particolare lo aveva solpreso, lo aveva ispirato. Ho lasciato andare via Davide e la sua classe con un po’ di rammarico, difficilmente incontro bimbi così tranquilli ma così pieni di cose da dire e così curiosi di conoscere il mondo, mi sono ripromessa dunque di recuperare l’indirizzo della scuola e spedire una foto del soffitto per Davide, cosicché possa esprimere su tela le emozioni che sono nate nel suo cuore alzando gli occhi al cielo.

P.S. Se per caso qualche insegnante o genitore si riconoscesse in questo racconto, può mandarci i recapiti all’indirizzo e-mail che è riportato nel box per contattarci, noi saremo felici di accontentare la richiesta del piccolo Davide (e, perché no, di chi volesse domandarci qualcosa di particolare e volesse dircelo in privato!)

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