Cronache da un Festival: giorni 1 e 2

stimolanteCome promesso ecco gli aggiornamenti in tempo (quasi) reale dal nostro laboratorio I roboto del cielo. Intanto, per partire con le cose serie, posso dire che l’affluenza è davvero buona, questa mattina per esempio il turno è stato completamente sold out, una classe ogni ora. I droni funzionano alla grande, rispondono abbastanza bene ai voli maldestri, alle cadute, alle batterie da cambiare spesso e al controllo wifi, piacciono a tutti ed effettivamente sono proprio divertenti, anche per noi animatori. Per quanto riguarda le vostre impressioni, che come vi avevo anticipato saranno le protagoniste di questa rubrica fino alla fine del Festival, oggi ho deciso di riportare un paio di biglietti appesi alla nostra nuvola porta messaggi. Uno è stato scritto ieri, subito dopo la prima animazione. Le “cavie” del mio inizio sono stati due signori distinti, con il pass degli “Amici del Festival” appeso al collo, molto gentili e curiosi, che grazie a domande e integrazioni mi hanno permesso di ragionare su come esporre al meglio concetti a volte non banali come la portanza e l’aerodinamicità. Questi due ospiti hanno seguito sia la parte teorica, sia gli esperimenti, la costruzione dell’aereo di carta e il momento del pilotaggio vero e proprio. Al termine dell’esperienza, uno dei due ha lasciato il commento che vedete in foto: Molto stimolante anche per un “bambino” di 66 anni. Il secondo messaggio invece, attaccato da un ragazzo di una classe liceale, recita così: ci sta un botto ed é appeso in mezzo a tante altre frasi dallo slang estremamente giovanile, nelle quali la parola più ricorrente é senza ombra di dubbio figo in tutte le sue innumerevoli declinazioni (che figo! fighissimo! ficoooo! figata!). Perché, vi domanderete, ho scelto tra i tanti proprio questi due messaggi? La risposta sta nella grande sfida di organizzare un laboratorio trasversale, aperto dai sei anni in su, dove arriveranno ragazzi che hanno appena studiato l’Equazione di Bernoulli, quanto persone semplicemente curiose, bambini delle elementari che hanno bisogno di uno sgabello per raggiungere il tablet di comando, “supernerd” preparatissimi in programmazione informatica (e magari meno in teoria del volo), professori, ingegneri aerospaziali (!), nonni, e potrei andare avanti all’infinito. Riuscire quindi a spiegarsi, ma non solo, riuscire anche a mantenere alta l’attenzione di un pubblico così eterogeneo è davvero la difficoltà più grande, soprattutto con poco tempo, molto rumore, e la voce che come ogni anno comincia ad affievolirsi già dal primo giorno.
Questo era il secondo collegamento dal Festival, a fine week end ci rivedremo qui per parlare delle ultime novità e per vedere se come questa mattina anche altri affezionati sostenitori di SDR ci saranno venuti a trovare e avranno testato le loro già ottime capacità di piloti subacquei in un nuovo affascinante elemento…l’aria!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *